IL BLOG DI #iosonoNeMO

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La Dottoressa Elena Carraro, specializzata in Medicina Fisica e Riabilitazione all’università degli studi di Padova, è Fisiatra del NeMO Milano.

Racconta di essersi data da fare sempre per aiutare gli altri, ma nessuno si aspettava che diventasse un medico, ad eccezione del suo Pediatra, fortemente convinto che un giorno sarebbero stati colleghi.

Elena Carraro Centro Clinico NeMO Milano #malatidivita #iosonoNeMO 5x1000 sla sma no cfLa scelta di fare medicina è stata influenzata da esperienze personali, vissute durante un viaggio studio in Irlanda all'età di 17 anni. Da sempre amante dello sport (nuoto e sci in particolare), ha visto nella specializzazione di Medicina Fisica e Riabilitazione la possibilità di unire tutte le sue passioni: l'esercizio fisico-muscolare mescolato alla medicina appunto, come possibilità di recupero di un ruolo sociale per una persona con difficoltà.

A Padova la Scuola di Specialità prevedeva prevalentemente la formazione in campo di riabilitazione ortopedica, mentre il suo interesse nel campo neurologico, l’ha portata a chiedere al direttore di scuola di Specialità di poter frequentare presso l’Unità spinale e in Unità Gravi Cerebrolesioni Acquisite. Non potendo però terminare la specialità senza formarsi in ambito pediatrico, ha poi ottenuto di andare in Unità Gravi Disabilità dell'Età Evolutiva, dove si è innamorata di quei piccoli pazienti così tanto, da lavorare in quel reparto dalla fine della specialità fino a fine 2016.  Infine è approdata a NeMO nel maggio 2017, proprio per continuare il lavoro in ambito di riabilitazione neurologica e anche pediatrica.

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Cosa significa lavorare con pazienti con malattie neuromuscolari a NeMO?

“Significa per me accompagnare i pazienti e i familiari in un percorso di consapevolezza e di lotta, in patologie che sappiamo essere degenerative, ma per le quali al giorno d'oggi e nel prossimo futuro la ricerca potrebbe fare la differenza. Lavorare a NeMO dà la possibilità di lavorare in équipe, confrontandosi quotidianamente con colleghi medici di diverse specialità, con terapisti e riabilitatori di diversa formazione. In questo modo offriamo ai pazienti una vera presa in carico globale, per fornire loro e ai loro familiari l'accoglienza e il supporto fondamentali nel percorso di patologie che li vede coinvolti appieno.”

Ma nello specifico, in cosa consiste il tuo lavoro? 

“Il lavoro del medico Fisiatra/riabilitatore è quello di mantenere una discreta o buona qualità di vita dei pazienti. Ciò significa individuare le abilità residue, anche minime e apparentemente non utili, di ciascun paziente, potenziandole al fine di mantenere il massimo dell'autonomia possibile nella quotidianità. Ciò avviene grazie ad un progetto riabilitativo che vede fondamentale la collaborazione e il lavoro di équipe di diversi operatori (fisioterapisti, terapisti occupazionali, psicologi, logopedisti). Inoltre è importante l’individuazione di diverse tecnologie che sempre più negli ultimi anni permettono di implementare e talora sopperire alle funzioni ed abilità/attività che la patologia si porta via con sé”.

La dottoressa Carraro si definisce “un'infaticabile entusiasta", perchè crede che si possano sempre trovare delle soluzioni per andare avanti e per migliorare, nonostante quello che la patologia può togliere. Elena ci dice di aver avuto la fortuna di poter scegliere e fare un lavoro che ama: “Ho imparato dalla  vita e dallo sport che per raggiungere dei risultati e delle soddisfazioni si deve faticare e non ci si deve arrendere, si deve sorridere sempre anche nelle difficoltà!”

Cosa ti colpisce ed affascina della quotidianità a NeMO?

“Chi mi stupisce sempre di più sono i bambini, che con la loro ingenuità non hanno timore a provare tutto ciò che viene proposto. Sono entusiasti appena li siedi su una carrozzina e già sanno guidarla senza spiegarglielo, a soli due anni! Se poi dai loro una carrozzina elettronica, che guidano anche solo con un dito, sono pronti a proporti una gara di velocità con un sorriso enorme per i corridoi del Nemo o magari anche a darti un passaggio!”
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